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I potenziali evocati

Autore

Dott. Biagio Ciccone

5 Dicembre 2019

Quando una via nervosa non funziona o funziona male, come ad esempio la vista, piuttosto che l’udito oppure la sensibilità, è possibile poterla studiare con un esame neurofisiologico chiamato potenziale evocato.

Infatti il sistema uditivo, come quello visivo o della sensibilità è composto da un sensore periferico, rispettivamente l’orecchio, l’occhio e i recettori sensitivi della pelle che rappresentano la parte terminale di un complesso circuito la cui sede principale si trova
nel cervello umano o sistema nervoso centrale, dove lo stimolo proveniente dalla periferia viene elaborato.

Quindi, i potenziali evocati sono una sensibile e qualificata tecnica d’indagine neurofisiopatologica, che fornisce una oggettiva misura del funzionamento di alcune vie di senso (visiva, acustica, sensitiva).

I potenziali evocati più usati comunemente in neurofisiopatologia sono:

•

Il Potenziale Evocato Visivo (P.E.V)

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Il Potenziale Evocato Acustico (B.A.E.P. oppure A.B.R oppure PEA.)

•

Il Potenziale Evocato Somatosensitivo (S.E.P. oppure PESS)

•

Il Potenziale Evocato Motorio (P.E.M)

Questi potenziali evocati vengono effettuati in diverse patologie del sistema nervoso centrale come la sclerosi multipla e la neurite ottica, il neurinoma del nervo acustico, ecc e del sistema nervoso periferico come le polineuropatie e le discopatie cervicali e lombari.

Potenziali evocati

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