Quando fare il tampone e quando fare il sierologico?
È una questione di tempi giusti altrimenti si rischia di fallire l’obiettivo.
Stiamo assistendo ad una corsa sfrenata al tampone nasofaringeo o test molecolare per Covid-19 fai da te, senza basi scientifiche, con il rischio di uso del test come terapia ansiolitica senza risultati di efficacia.
Se mi faccio il tampone nel momento sbagliato il risultato è pericolosamente rassicurante. Ricordo che il tampone rivela l’infezione in atto in quel momento, quindi farlo non significa stare tranquilli per diversi giorni dopo e non avere comportamenti di prevenzione (usare la mascherina, il distanziamento fisico di due metri, lavarsi le mani, ecc.). Il tampone andrebbe fatto in presenza di sintomi da infezione da COVID-19 oppure tra il 10° ed il 14° giorno, contando dal momento dell’ultimo contatto stretto con un soggetto risultato positivo. Questo perché il tempo medio di incubazione del virus è di sei giorni e i primi anticorpi si formano a partire dal decimo giorno circa come si vede in questa chiara immagine riassuntiva.
Lo stesso dicasi per il test sierologico sul sangue, che valuta la presenza di anticorpi segno di infezione recente e/o in atto (le IgM) o di malattia superata ed immunità temporanea o meno acquisita (le IgG), Anche questo è opportuno eseguirlo tra il 10° ed il 14° giorno contando dal momento dell’ultimo contatto stretto con un soggetto risultato positivo.
Aggiungo che il test sierologico su sangue sarebbe opportuno ripeterlo dopo 15 giorni dalla prima volta e magari ogni 3 settimane per crearsi una PERSONALE STORIA di IMMUNITÀ. Qualora uno di questi test sierologici uscisse positivo allora è obbligatorio fare il tampone nasofaringeo e porsi in auto isolamento fino al risultato negativo del tampone fatto.