Non dormire ‘invecchia’ il nostro cervello

Non dormire ‘invecchia’ il nostro cervello

uno studio statunitense approfondisce associazione tra risvegli notturni e accumulo di beta-amiloide, favorendo l’insorgenza delle demenze.

I disturbi del sonno rendono il cervello più incline all’accumulo di beta amiloide, poiché favoriscono la sintesi di questa proteina e ne inibiscono la rimozione. D’altra parte, livelli più alti di beta-amiloide sono collegati ad un’alterazione del sonno ad onde lente. Lo rivela uno studio pubblicato online da JAMA Network Open. Ulteriori ricerche su questa associazione potrebbero portare a una migliore comprensione del declino cognitivo nei disturbi associati all’accumulo di beta amiloide.

Lo studio

la proteina Beta amiloide

I ricercatori del Thomas Jefferson University Hospital di Philadelphia – guidati da Carol Lippa del Cognitive Disorders and Comprehensive Alzheimer Disease Center – hanno studiato l’associazione tra beta-amiloide, qualità del sonno e funzione cognitiva in 52 pazienti. Essi sono stati sottoposti a PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) con radiotracciante marcato con fluoro 18 al Thomas Jefferson University Hospital nell’ambito dello studio multicentrico Imaging Dementia-Evidence for Amyloid Scanning.

La sonnolenza diurna era significativamente associata all’accumulo di beta amiloide nel tronco encefalico, ma non era associata alle prestazioni del Mini-Mental State Examination (MMSE).

Il numero di risvegli notturni era anche significativamente associato alla deposizione di beta amiloide totale, soprattutto nel precuneo, e anche a prestazioni negative del MMSE.

La sonnolenza diurna era significativamente associata all’accumulo di beta amiloide nel tronco encefalico, ma non era associata alle prestazioni del Mini-Mental State Examination (MMSE).

nello studio, la presenza di sonnolenza diurna era associata significativamente all’accumulo di beta amiloide nel tronco encefalico

Il numero di risvegli notturni era anche significativamente associato alla deposizione di beta amiloide totale, soprattutto nel precuneo, e anche a prestazioni negative del MMSE.

“Dato l’importante ruolo del tronco cerebrale nell’attenzione e nell’eccitazione”, secondo gli autori dello studio “bisognerebbe condurre ulteriori studi per valutare le conseguenze a valle della deposizione della proteina a livello del tronco cerebrale”.

Man using mobile phone

“I risvegli notturni sono anche associati alla deposizione di beta amiloide nel precuneo, un risultato interessante da considerare alla luce delle recenti scoperte che dimostrano il ruolo del precuneo nel facilitare il sonno ad onde lente. I nostri dati suggeriscono che potrebbe essere necessario un approccio combinatorio rivolto sia alla beta amiloide che alla disfunzione del sonno”, conludono gli autori.

Fonte JAMA Netw Open 2019 _ Reuters Healt, 25/10/2019

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